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Nascita - Prosperità - Morte - Rigenerazione (Astrazioni simboliche nell'iconografia tessile tribale)

Introduzione

Simbolismo

Tribalità

Archetipo

Funzioni

Ritualità

Grande Dea

Origine

NEL MITO

Nel mito classico la divinità che ha rivestito il ruolo di inventrice e protettrice delle arti, non ultime quelle del filare, tessere e ricamare, è stata Atena che impersonava molti degli atributi della Grande Dea, dispensatrice di tutto, del protoneolitico.

La nascita di Atena causata da un colpo d'ascia inferto da Efesto (il dio del fuoco, il fonditore dei metalli) sul cranio di Giove, rappresenta nell'archeomitologia un tentativo di esautorare la partenogenesi dell'antica Dea, assimilndola alla creazione psichica e pertanto alla sintesi per riflessione (la dea dell'intelletto).

I simboli di Atena (uccelli acquatici, civette e serpenti), ben collimano con le funzioni preminenti dell'antica Dea.

Atena più che una trasformazione simbolica assunse una rifunzionalizzazione di carattere uranico solare militarizzata, in antitesi con l'aspetto ctonio-lunare precedente (Kereny afferma che ilsuo nome, di derivazione arcaica, allude ad un recipiente germinale garante della proliferazione).

Il nuovo imperialismo conquistatore di Atena traspare anche dal mito di Aracne, la giovane mortale che, avendola sfidata nella tessitura, finì per essere tramutata in ragno, costretto a rifare incessantemente la propria tela.

Aracne a sua volta manifesta una similitudine nel nome con Ananchè (deificazione della Necessità. associata al Fato, e madre delle tre Moire ovvero di Cloto (la filatrice), di Lachesi (la distributrice della sorte) e di Atropo (l'irremovibile); sembra in tal modo che la punizione di Aracne sia un tentativo di subordinare l'antica Dea del Destino al volere di una Dea rifunzionalizzata secondo i principi di una nuova società militarizzata.

Elaborazione ipertestuale tratta dal volume "Le Trame della Grande Dea" di Terenzio Del Grosso