IL LINGUAGGIO RITUALIZZATO E LA DETRIBALIZZAZIONE MODERNA
Il processo di modernizzazione della nostra società, ci ha indotto sempre più a sottrarci al cosiddetto "condizionamento naturale e tribale", nel nome del soggettivismo, causando così uno sciogliemento di quei legami che nelle civiltà arcaiche stringevano l'individuo ad un retaggio simbolico fondato sul principio di appartenenza e sull'identità collettiva.
Il linguaggio ritualizzato della comunicazione simbolico-figurativa nei tessili, diversamente, ribadisce i valori d'identità culturale e sociale del gruppo d'appartenenza della tessitrice, nella continuità della tradizione; i simboli in tal modo assumono anche la funzione do ordinatori dell'esperienza.
Il comportamento rituale consiste in una ripetizione costante
nel tempo di pratiche (verbali, gestuali e cinesiche in genere) volte a riprodurre
l'azione primordiale, l'archetipo temporale avvolto nella dimensione
del mito.
In tale prospettiva si colloca sicuramente la pratica della tessitura che
scoperte recenti (Cayonu-Tirchia) fanno risalire a 9.000 anni fa.
Sin da allora, l'intreccio prima e l'annodatura poi, hanno costituito una
costante tecnologica e comunicativa per tutte quelle popolazioni nomadi e
rurali che nella tessitura avevano ed hanno trovato sia una soluzione
alle loro esigenze pratiche (protezione, contenimento, suddivisione
spaziale e valorizzazione spaziale ecc.) sia espressive. Il tessuto
quindi è divenutoil supporto strutturale su cui ancorare la
loro visione del mondo, in modo da rafforzare e perpetuare i valori della
loro identità.


Elaborazione ipertestuale tratta dal volume "Le Trame della Grande Dea" di Terenzio Del Grosso