TRIBALITA' ED ISOLAMENTO: UNA GARANZIA PER LA CONSERVAZIONE ICONOGRAFICO SIMBOLICA
L'impianto figurativo dei manufatti a tessitura piana, nella maggior parte dei casi è legato alla tradizione originaria, non condizionato dai gusti della committenza commerciale urbana.
La conservazione iconografico simbolica è stata favorita dalla circolazione dei tessuti nell'ambito degli scambi tribali, all'interno di relazioni socioculturali ritualizzate.
Anche l'essere ritenuti un'espressione povera di culture marginali, ha preservato i tessuti piani dal consumismo del flusso commerciale.
Nei processi di sviluppo artistico, l'isolamento facilita il conservatorismo, specialmente di quei simboli che costituiscono un riferimento stabile per l'identità tribale.
L'immutabilità temporale dei gesti ritualie dei motivi iconografico-simbolici, costantemente riprodotti, colloca la tessitura nella dimensione del sacro.
Sono proprio le popolazioni che nella storia ufficiale hanno svolto dei ruoli marginali, perché costrette a soccombere, che hanno cercato di mantenere inalterati i loro valori religiosi e sociali mantnenendo fede all'impianto iconografico-simbolico arcaico, una garanzia della propia identità, inataccabile dalle contingenze temporali.
I tessuti sono stati per molte tribù, uno dei pochi mezzi dove perpetuare la narrazione della propria genealogia spirituale, unica garanzia dellaloro sopravvivenza e dautonomia culturale.
Nella maggior parte dei casi, tale ruolo di conservazione si è radicato nella pratica femminile che, inconsciamente memore di una società ginecocratica preindoeuropea, ha consegnato ai tesili i principi simbolici della propria intimità ed identità pre-istorica come valori sacri garanti del principio vitale e della continuità socio-culturale del gruppo di appartenenza.



Elaborazione ipertestuale tratta dal volume "Le Trame della Grande Dea" di Terenzio Del Grosso